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Legge di riforma sul criterio di aggiudicazione degli appalti. Il presidente Grassia: “Deluse tutte le nostre aspettative”

Il presidente di Ance Ragusa, Giuseppe Grassia, prende atto, ancora una volta, della inconsistenza delle azioni politiche relative, in particolare, alla mancanza di coerenza e di rispetto dei ruoli tra chi ha la responsabilità di guidare le associazioni datoriali, e quindi il sistema delle imprese,

e chi ricopre il mandato popolare per realizzare delle condizioni di sviluppo che ad oggi non si sono ancora concretizzate. La reazione del presidente dei costruttori iblei prende le mosse dall’approvazione, il 13 luglio scorso, della legge, di prossima pubblicazione in Gazzetta ufficiale, sulla riforma del criterio di aggiudicazione degli appalti.
“Di fatto – chiarisce il presidente Grassia – una riforma che consegna il settore degli appalti pubblici ad imprese che hanno la possibilità di operare maxi ribassi di tale entità da far temere che si tratti di risorse economiche di provenienza non lecita, le cosiddette imprese “lavatrici”. Continuiamo, dunque, lo stato di massima agitazione, di massima allerta che, fino ad oggi, ha caratterizzato la nostra azione. Siamo convinti, tra l’altro, che le Pubbliche amministrazioni non hanno le competenze, le professionalità, al proprio interno, per la verifica delle imprese che presentano ribassi anomali. Il nostro sistema continua ad essere ancora in crisi e non ci sono segnali che lasciano intravedere una inversione di tendenza. E’ una circostanza, per le imprese serie e oneste, assolutamente negativa. Se va avanti così, non ci sono affatto le condizioni per mantenere gli attuali livelli occupazionali. Le imprese serie e oneste saranno, malvolentieri, costrette ad operare dei tagli”.

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