| 08 Luglio 2010
Torna il diario semiserio dal cuore della Padania del nostro Gianpaolo Criscione
Italia si, Italia no: la terra dei cachi.
O per meglio dire dei cucchi. Senza bisogno di scomodare Elio e le storie tese, ogni qualvolta si ripresenta l’appuntamento dei Campionati Mondiali di calcio ecco scendere puntualmente in campo la più temuta delle formazioni: la squadra dei cucchi. Che non è certo l’11 azzurro, seppur anchilosato, imbranato e inconcludente come quest’anno, ma l’intera platea dei “gufi” di professione che imperversano nei media, nei bar, nei luoghi di lavoro. Menagramo, iettatori, cucchi a tempo pieno. Il loro settore non conosce crisi di sistema e si dimostra immune dalle oscillazioni del mercato del lavoro.
Esistono diverse tipologie di cucchi, che possiamo a loro volta includere in due “macro categorie” ovvero il cucco “inconsapevole” e il cucco “maligno” altrimenti conosciuto come “auciddazzu ro malauguriu”. Esaminiamole entrambe con maggior attenzione.
Il cucco inconsapevole è colui che durante una concitata azione di gioco sussurra “adesso ci segnano”, cosa che puntualmente avviene scientificamente pochi secondi dopo a dispetto delle grattate scaramantiche collettive.
Questo particolare tipo di esemplare è difficile da tenere sotto controllo in quanto totalmente imprevedibile: il suo vaticino può essere emesso da un momento all’altro con una tale carica di spontaneismo che rende nei fatti nullo qualsiasi tentativo di esorcizzare l’infausta profezia.
Ma la peggior specie di menagramo che possa incrociare la vostra strada è senza alcuna ombra di dubbio quella rappresentata dal cucco maligno, o uccello del malaugurio, vero e proprio catalizzatore ancestrale di influssi negativi che utilizza ripetutamente e con metodologica perfidia.
E’ colui che sin dal fischio di inizio comincia a tifare, esultare, gioire per la squadra avversaria, incurante di un possibile linciaggio pubblico. Gongola con ghigno satanico ad ogni rigore non concesso o parato, nonchè per ogni occasione di rete sfumata.
E’ parere quasi unanime che l’Italia sia fuori dai Mondiali non certo per colpa dell’antipatico Lippi, bensì a causa del malocchio commissionato da alti esponenti della Lega Nord. Potete crederci! Non è passato un giorno senza che la convention dei cucchi padani inveisse contro gli azzurri dai microfoni di Radio Padania! Un vero e proprio sabba di stregoni d’oltrepo capace di concentrare il peggior fluido iettatorio mai visto finora!
Tifo sfrenato in diretta per l’ Uruguay, la Nuova Zelanda, e persino per i bistrattati slovacchi, popolo dell’est e come tale inviso ad ogni leghista che si rispetti.
Pazienza, qualche sacrificio nella vita bisogna pur farlo.
Ma a segnare definitivamente il destino degli Azzurri, ci penserà direttamente il grande capo, l’Umbert, con una macumba ad orologeria alla vigilia del match decisivo contro la Slovacchia. per la qualificazione alla fase successiva del torneo. “Tanto la partita se la comprano: vedrete che nel prossimo campionato ci saranno due o tre calciatori slovacchi nelle squadre italiane…” ha tuonato il senatùr tra le grattatine generali di milioni di telespettatori.
Il giorno dopo la compagine italiana era su un volo di ritorno a Fiumicino, tra bestemmie diffuse, e una delusione palpabile in tutto lo stivale.
Intanto la FGCI dopo aver nominato ufficialmente il nuovo ct Prandelli, si appresta ad assolvere tutte le pratiche burocratiche per l’assegnazione della patente a Bossi.
Come il buon Pirandello insegna.
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