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Gianluca Floridia (Libera): “Una classe politico-istituzionale che arriva a prendere posizione chiara solo il giorno dopo gli arresti e le inchieste, ha fallito clamorosamente i propri obiettivi”

Parlare di anti mafia in un contesto come Vittoria non è semplice. Ci proviamo con Gianluca Floridia, di “Libera”.

Quale è la vostra opinione in merito ai recenti arresti al Mercato ortofrutticolo?
“Questa struttura è controllata da sempre dalla mafie (camorra, ‘ndrangheta, e mafia siciliana). A dirlo non siamo noi, ma le centinaia di pagine scritte nelle relazioni annuali dalla DNA, del CSM e della Commissione nazionale antimafia. Se si va indietro nel tempo, si scopre che il prefetto antimafia Domenico Sica nelle sue relazioni parlava di questa struttura definendola “il buco nero” dell’economia vittoriese. Queste dichiarazioni risalgono al 1990. Il mercato nacque come struttura al servizio di chi produce ortofrutta di qualità, doveva produrre reddito e valore aggiunto per i produttori e per le produzioni, invece ha prodotto ricchezza solo per chi controlla, o meglio monopolizza, i servizi”.
Eravate a conoscenza di eventuali situazioni di criminalità organizzata legate al Mercato dell’ortofrutta?
“Le abbiamo apprese leggendo le tante inchieste giornalistiche che si sono succedute negli anni. Inchieste che hanno denunciato chiaramente come la criminalità economico - mafiosa controllasse i processi della filiera agroalimentare in particolare la logistica, e la gestione dei servizi. Purtroppo  la politica che conta ha sempre sottovalutato l’ampiezza e la gravità del fenomeno riducendo il tutto a scontro personale o peggio di natura elettoralistica. I personalismi hanno spento ogni riflettore sulle questioni vere del mercato lasciando così la struttura sotto il controllo delle mafie. Gli ultimi arresti ne sono la conferma”.
Quali, se ci sono, le responsabilità politiche e sociali?
“La politica è stata ed è troppo disattenta. Ha pensato e pensa molto ai voti e non ha pensato e non pensa affatto ad uno sviluppo basato sulla legalità. Questa città esprime da tempo una classe dirigente che è fortemente legata al mercato ortofrutticolo e ai suoi interessi. Il mercato ortofrutticolo non va guardato come una struttura esclusivamente economica, è anche il luogo dove si organizza e si costruisce il consenso elettorale. Le campagne elettorali, soprattutto quelle amministrative, vedono da sempre operatori del mercato impegnati in prima persona.
Inoltre tutta la classe dirigente locale e provinciale, passando per quella regionale e nazionale, di destra di centro e di sinistra, tranne rarissime eccezioni, si spella le mani per gli arresti, frutto delle operazioni della Polizia e della Magistratura. Sono loro che rischiano ogni giorno per tutti noi e alle quali và tutto il nostro appoggio.
Tutti però dimenticano che le Istituzioni politiche che gestiscono, o hanno nella propria area di competenza territoriale, strutture economiche importanti come il mercato hanno la responsabilità e il dovere di arrivare un giorno prima delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, non il giorno dopo.
Una classe politico-istituzionale che arriva a prendere posizione chiara solo il giorno dopo gli arresti e le inchieste, ha fallito clamorosamente i propri obiettivi. Ma questo nessuno sembra volerlo ammettere, salvo proclamarlo a parole in conferenze e convegni. Bene, io lo dico: il re è nudo. Fin quando non si avrà voglia di affrontare questo aspetto, quello della “Responsabilità della Politica”, per la nostra terra “bellissima e disgraziata” come diceva Paolo Borsellino, non ci sarà speranza di riscatto e di cambiamento.
Noi, come associazionismo neo-nascente, siamo pronti a prenderci la nostra fetta di responsabilità!”
Un vostro giudizio sul regolamento anti pizzo istituito dal sindaco. Pregi e limiti.
“Un inizio, di cui aspettiamo i risvolti. Ma solo un inizio. E’ stato inoltre criticato per le difficoltà di applicazione, e per la spettacolarizzazione che se ne è fatta, contrariamente a quello che suggerisce come metodo il presidente onorario dell’Antiracket Tano Grasso. Comunque meglio di niente”.
Vittoria città a rischio. Quali le maggiori criticità dal vostro punto di vista?
“La città è ormai nella morsa del sottosviluppo. La Caritas qualche mese fa ha pubblicato un dossier che ci dice come a Vittoria si stiano diffondendo nuove povertà e come sia diventato fragile il sistema economico. L’agricoltura non è più il perno dell’economia locale. Sottosviluppo e povertà sono l’humus dove la mafia trae consenso e sviluppo. Leggendo le cronache locali, la provincia di Ragusa e Vittoria sono diventate un punto di riferimento per lo spaccio di stupefacenti. Questa è la nuova economia che si sta affermando. Dall’oro verde all’oro bianco. Qui i gruppi criminali hanno stabilito contatti diretti con la Colombia per la coca e con il Marocco per hashish, basta ricordare l’operazione “Jet lag” del novembre scorso. Va aggiunto che a differenza del passato, le bande, i clan non si fronteggiano più per il controllo del territorio perché il mercato è ampio, c’è spazio per tutti. Inoltre, la manovalanza per lo spaccio, vista l’assenza di reddito, è continua e a bassissimo costo a cominciare dagli immigrati”.
È possibile approfondire la vicenda legata alle intimidazioni subite dal gruppo scout chiamato a gestire un terreno confiscato alla mafia?
“A Vittoria ci sono tante, forse troppe, associazioni sportive e pochissime associazioni che si occupano di volontariato sociale, gli scout sono tra questi pochi. Per questo era logico che il   comune  gli affidasse  un terreno che  prima era di proprietà di un boss. I parenti dello stesso non  hanno per nulla digerito questa sorta di “esproprio” e il giorno della consegna si sono fatti vivi e hanno intimorito i ragazzi. Va anche aggiunto che alcune sedi degli scout nello stesso periodo hanno subito strani furti. Libera è, e sarà sempre, con loro perché rappresentano una vera speranza per questa città. Gli Scout, a Vittoria come nel resto d'Italia e del nostro territorio, rappresentano uno dei pochi laboratori educativi permanenti delle nostre città”.

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