Link sponsorizzati

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Per informazioni sugli spazi disponibili contattare l'area marketing di Ediweb. marketing@lacittaragusa.it

Chi è online

 20 visitatori online

Statistiche

mod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_countermod_vvisit_counter
mod_vvisit_counterOggi225
mod_vvisit_counterIeri241
mod_vvisit_counterQuesta settimana1673
mod_vvisit_counterSettimana scorsa1502
mod_vvisit_counterQuesto mese1175
mod_vvisit_counterIn totale273582

Torna il diario semiserio dal cuore della Padania del nostro Gianpaolo Criscione

Paese che vai, amministratori che trovi. Si fa un gran parlare da alcune settimane a questa parte circa il contenzioso riguardo la candidatura italiana per la sede delle Olimpiadi del 2020.

Candidatura aggiudicata dal Coni alla città di Roma (ladrona) umiliando clamorosamente l’altra pretendente in ballottaggio, ovvero la serenissima Venezia.
Che in questa circostanza di “serenità” ne ha vista davvero col contagocce: apriti cielo! Fulmini e saette a tutto spiano! Ed ecco che un folto schieramento, decisamente bipartisan, di politici lagunari il giorno seguente davano escandescenze su ogni mezzo stampa condannando senza appello l’ennesimo, a dir loro, scippo capitolino!
La candidatura a sede olimpionica effettivamente era vista come un traguardo molto ambito in nord est, basti solo soffermarsi a guardare le migliaia di stickers, volantini, e materiale di “sostegno morale” affissi praticamente a tappeto dovunque: indubbiamente la scelta della sede dei Giochi Olimpici rappresenta un bel business capace di far convergere a più livelli cifre da capogiro su tutto il territorio ospite.
Ma il “fatto” degno di nota consiste proprio nella trasversalità del coro unanime dell’intera classe politica locale a difesa di un interesse (economico e di prestigio nel caso specifico) della comunità, un fronte eterogeneo, al di là di ogni schieramento, compatto e coeso nell’impugnare le “ragioni” del proprio popolo.
Basta fare un raffronto con quanto avviene a casa nostra per ritrovarsi immediatamente catapultati dalla laguna alla peggior melma di arrivismo ed interessi privati.
In Sicilia è arcinoto che i vincoli solidali tipici di ogni “comunità” che si rispetti sono irrimediabilmente sfibrati da decenni di pratiche a dir poco discutibili della gestione della “cosa pubblica”.
Dalle centinaia di opere incompiute, le cosiddette “cattedrali nel deserto”, agli innumerevoli “conflitti di interesse” che interessano la casta politica, i motivi di censura dell’operato dei nostri amministratori si sprecano.
Senza bisogno di scomodare gli interventi faraonici mai realizzati (strade, acquedotti, ferrovie…) basta volgere uno sguardo alla cronaca politica dei giorni scorsi per farsi un’idea.
Il quarto polo universitario è come l’araba fenice: tutti ne parlano ma nessuno crederà mai alla sua esistenza. Il futuro di centinaia di studenti rimane ostaggio degli equilibri di potere di un Consorzio di esponenti politici di ambo gli schieramenti che da anni blatera circa soluzioni mai giunte a buon fine.
Altro che “6 politico”, bocciati irrimediabilmente senza esami di riparazione! Cosi facciamo contenta pure la Maria Stella Gelmini!
Non contenti, i nostri paladini della buona amministrazione, non hanno certo perso l’occasione di giocare “alle nucidde”, ideando un altro organismo (digerente) di geniale portata: il Distretto Turistico!
Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Cosa ce ne facciamo di un porto semivuoto, di Montalbano in giro per la provincia, degli interminabili cantieri che hanno reso Ibla impraticabile, di affitti esorbitanti che tengono i ragusani lontani da Marina, di un’offerta culturale a dir poco modesta e che favorisce le tasche di pochi ristretti “amici”, senza un distretto turistico?  L’estate sta finendo, cantavano i fratelli Righeira. In provincia di Ragusa, forse, non è mai cominciata.

Commenti
Cerca
Solo gli utenti registrati possono inviare commenti!

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."